Qual è oggi il senso del lavoro nella vita delle persone? Può essere ancora un luogo di realizzazione e non solo di performance?
Sono alcune delle domande al centro del progetto culturale “Il gusto del quotidiano. Lavoro e compimento di sé da San Benedetto ad oggi”, all’interno del Mese della Cultura 2026 promosso dal Comune di Lanciano, conclusosi nella serata di ieri, 10 maggio, con un convegno sul tema.
La mostra, ospitata al Polo Museale Santo Spirito, ha proposto un percorso immersivo con l’idea di ripercorrere l’esperienza del monachesimo benedettino come modello capace di tenere insieme lavoro, organizzazione, responsabilità e sviluppo umano, mettendolo in dialogo con le sfide del presente.
Un progetto culturale che guarda al presente
Partendo dalla tradizione benedettina e dal celebre motto Ora, Lege et Labora, la mostra ha messo i visitatori nelle condizioni di interrogarsi sul valore del lavoro oggi, in un contesto segnato da frammentazione, velocità e nuove forme di fragilità. Le abbazie, raccontate come luoghi di innovazione, sapere e organizzazione sociale, diventano lo spunto per una riflessione attuale: è ancora possibile vivere il lavoro come esperienza di senso e di compimento personale?
Accanto al percorso espositivo, all’interno del progetto si sono svolti una serie di incontri di approfondimento con il coinvolgimento di voci diverse, provenienti dal mondo religioso, accademico, scientifico e imprenditoriale.
Il contributo del mondo Honda al confronto
In questo contesto si è inserito l’incontro di ieri, domenica 10 maggio, “Ora, Lege et Labora. La differenza come risorsa, non come problema”, che ha visto la partecipazione di diversi relatori chiamati a offrire il proprio punto di vista sul rapporto tra lavoro, persona e comunità.
Tra gli ospiti, Marcello Vinciguerra, Managing Director di Honda Italia Industriale, che ha portato la testimonianza di un’esperienza industriale contemporanea, molto radicata sul territorio, forte dei suoi 55 anni di storia, che quotidianamente si confronta con temi come organizzazione del lavoro, sicurezza, sostenibilità, qualità dei processi e valorizzazione delle competenze.
Al centro dell’’intervento, il tema del lavoro come compimento di sé. Partendo dalle origini e dai valori che hanno guidato la nascita di Honda, fino ad arrivare al lavoro come esperienza quotidiana fatta di responsabilità, metodo e partecipazione, in cui le persone sono chiamate a esprimere il proprio contributo e trovare senso in ciò che fanno. Un esempio concreto di come, attraverso il lavoro, sia possibile coniugare crescita personale, qualità e autorealizzazione, andando a generare un impatto positivo sul territorio e sul mondo.
Un dialogo tra esperienze diverse
Il valore dell’iniziativa è stato proprio nel dialogo tra mondi differenti, accomunati dalla stessa domanda di fondo: come può il lavoro tornare a essere uno spazio di crescita e responsabilità? L’esperienza dell’impresa si affianca così a quella monastica, accademica e culturale, senza sovrapporsi, ma contribuendo a una riflessione condivisa.
All’interno di questo confronto, il contributo di chi opera nel mondo produttivo e che ha generato negli anni un forte impatto sul territorio, è stato un’occasione per interrogarsi su come principi quali metodo, attenzione alla persona e qualità possano trovare applicazione concreta nella complessità del presente
Cultura, lavoro e territorio
L’inserimento della mostra e degli incontri nel programma del Mese della Cultura 2026 è andato a rafforzare il legame tra il territorio di Lanciano e una riflessione più ampia sul ruolo del lavoro nella società. Un’occasione per fermarsi, osservare e discutere, andando oltre l’attualità immediata e rimettendo al centro il significato profondo delle attività quotidiane.
Un dialogo aperto, che attraversa il passato e guarda al futuro, interrogando ciascuno – lavoratore, impresa, comunità – sul valore del proprio contributo.
Foto: Ortona Abruzzo cronaca info eventi



